Cent’anni di solitudine

Buongiorno e buon inizio settimana.
“Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. 
– È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci.”

Il creatore del “realismo magico” se n’è andato dove 
sicuramente è già seduto a scrivere! 

 Gabo, come lo chiamavano qui, scriveva fatti reali in maniera 
che sembrassero magici, fatti che a volte sembrano ancora presenti nella vita 
da queste parti.

Essendo nata in questo tropicale paese dove lui ha inventato 
la “Macondo” che tutti conosciamo, mi è
venuto in mente che in latinoamerica abbiamo modi 
di fare così diversi e a volte così “primitivi”.
Sì, balliamo non come parte di chissa quale terapia “olistica” o sportiva, 
ma come imitazione nel vedere i nostri genitori alle feste di
 fine settimana, crediamo che i neonati respirano per la
“fontanella”, abbiamo paura di un tipo d’aria chiamata 
sereno” che nella notte può entrare 
a casa e farci raffreddare, siamo romantici fino alla medula
 e portiamo “serenatas” alle 3 del mattino.
Beh! siamo molto folklorici!
e crediamo, come scriveva Gabo, che i sintomi dell’amore 
sono gli stessi del colera
Siamo “cuore” più che mente e a volte questa 
caratteristica ci fa essere ingenuamente positivi.
“Il colonnello Aureliano Buendía comprese a malapena 
che il segreto di una buona vecchiaia non è altro 
che un patto onesto con la solitudine. “

Gabriel Garcia Marquez

Siamo lenti e se non sorridiamo la gente ci domanda: ma, sei arrabiato? 
Parliamo molto e ascoltiamo sempre,  siamo affettuosi (a volte troppo), 
ci piace la parola speranza, siamo vanitosi e la natura ci
ha regalato un clima perfetto per mostrarci leggeri di abiti.
Ho vissuto la meta della mia vita qui e l’altra fuori, ma 
mi rendo conto che alcune caratteristiche non si cancellano 
con la distanza o col tempo.
Mi rendo inoltre conto che il “realismo magico” di Gabo 
essiste davvero e passeggia per le strade dei 
paesini colombiani.
E il creatore del “realismo magico” se ne è andato dove 
sicuramente è già seduto a scrivere…

un saluto

Cata, augurandoti cent’anni di “cuoretudine” 😉



“In quella Macondo dimenticata perfino dagli uccelli, dove la polvere 
e il caldo si erano fatti così tenaci che si faceva fatica a respirare,
 reclusi dalla solitudine e dall’amore e dalla solitudine 
dell’amore in una casa dove era quasi impossibile dormire
 per il baccano delle formiche rosse, Aureliano e Amaranta 
Ursula erano gli unici esseri felici, e i più felici sulla terra.

Gabo

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