Luoghi dove trovare l’ispirazione: Biblioteca Nacional de Chile

Buongiorno e buon inizio settimana!
 “I would find myself at once alarmed, delighted, and humbled at the limitations of my 
ordinary looking. My consolation is that this deficiency of mine is quite human. 
We see, but we do not see: we use our eyes, but our gaze is glancing,
 frivolously considering its object. 
We see the signs, but not their meanings. 
We are not blinded, but we have blinders.
(Alexandra Horowitz)
 
Sempre ho creduto che le librerie e
le biblioteche siano dei posti “magici”, di grande ispirazione.
Una visita a questi luoghi, in qualunque
città al mondo, diventa produttiva come
quando si va a una bottega di prodotti gourmet.
Beh! non si compra tutta la bottega ma si sceglie
il miglior ingrediente per la ricetta che fa il caso nostro,
si va a casa e si cucina un piatto delizioso.
La settimana scorsa andai alla Biblioteca Nacional de Chile,
insieme al dear husband,
mattinata soleggiata e fresca, e ricordai quanto
sia interessante osservare la città con il sole appena alzato.
 
Mentre il caro marito faceva ricerche, chiacchierava con la bibliotecaria e leggeva testi dei
gesuiti, decisi occuparmi della mia professione di “osservatrice”.
We see, but we do not see..” scrive la sig.ra Horowitz nell’interessante libro
On looking: Eleven walks with expert eyes.
Sono convinta che l’arte dell’osservare s’impara con la pratica
e se si comincia fin da piccoli, ancora meglio.
Non tutti vediamo nella stessa maniera, seppur vediamo le stesse cose,
quindi osservare quello che osservano gli altri è un esercizio molto interessante.
Così ho fotografato osservando nella direzione dello sguardo delle persone che erano in biblioteca:
– il guardiano che guardava in alto per controllare le luci.
– la ragazza seduta a terra che si annodava le scarpe.
– sguardi dietro il vetro della porta per controllare chi c’è in sala.
– le sedie viste dal punto di vista da chi ha lasciato cadere la matita a terra.
Sguardi che mi portano a trovare angolazione in prestito e prospettive che magari per me
sono scontate. Sguardi altrui che mi permettono di confermare che a volte
vediamo i segni ma non il loro significato.
Sicuramente ritorneremmo in biblioteca perché come nelle botteghe gourmet
bisogna sostare, osservare, odorare, investigare senza fretta e con allegria,
 come quando abbiamo bisogno di quel particolare e sfizioso ingrediente
che può fare di un banale piatto
un capolavoro culinario.
E nell’ultima foto, il mio sguardo alla grande e profonda sala Gabriella Mistral
dove per un po’ sono stata a guardare il mio facebook!
Paradossi della modernità urbana!
“… We are not blinded, but we have blinders…
 
Un saluto,
Cata, full time observer.
 
*
Santiago de Chile – 2014 
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